tassespiegate.itAnno d'imposta 2026

Pensione e lavoro dipendente nello stesso anno.

Succede a chi va in pensione a metà anno, a chi continua a lavorare dopo averla ottenuta, a chi percepisce una reversibilità e intanto ha un impiego. Fiscalmente è il caso più scomodo di tutti, perché i due sostituti d'imposta non si parlano e nessuno dei due vede il totale.

Due cose vanno sapute prima di guardare il risultato, e sono entrambe controintuitive.

§ i giorni

I giorni non si sommano.

Ogni Certificazione Unica riporta i propri giorni: il datore di lavoro al punto 6, l'ente pensionistico al punto 7. Sono due colonne diverse del rigo C5 del 730 proprio perché restano distinte. Se le sommi, in molti casi il totale supera l'anno.

Non è un errore delle due CU, che sono corrette ciascuna per sé: è la somma che non si può fare. La detrazione piena vale per un anno di 365 giorni, e un anno ne ha quelli e non più. I giorni in cui hai percepito entrambi i redditi valgono una volta sola.

A chi vanno attribuiti, allora? Alla detrazione più favorevole, come consentono le istruzioni del rigo C5. A parità di reddito quella da lavoro dipendente è sempre la più alta delle due, quindi il calcolatore assegna al lavoro ogni giorno in comune e conta come pensione solo i giorni restanti. Non è una scelta che devi fare tu: è una proprietà del calcolo.

§ il beneficio che non arriva

Il trattamento integrativo la pensione non lo genera.

È la sorpresa più frequente, e arriva sempre nella direzione sbagliata. Il trattamento integrativo, il beneficio che molti chiamano ancora con il nome del bonus da ottanta euro che ha assorbito, la legge lo riserva ai redditi di lavoro dipendente e assimilati. La pensione, pur essendo assimilata al lavoro dipendente per il calcolo dell'imposta, ne resta fuori.

La conseguenza pratica: chi va in pensione durante l'anno vede quel beneficio fermarsi con l'ultima busta paga, non proseguire sul cedolino della pensione. E chi percepisce solo pensione non ne ha diritto affatto, qualunque sia il suo reddito.

Lo stesso vale per il taglio del cuneo fiscale: la somma che non concorre a formare il reddito e l'ulteriore detrazione che l'accompagna sono anch'esse agganciate al lavoro dipendente, e si riducono in proporzione ai soli giorni di lavoro, non a quelli di pensione. Cosa sia quella somma, e perché non è una detrazione, lo spiega la guida sul rigo RN44.

§ esempio

Lavoro dipendente
12.000 € · 1 gen · 30 giu
Giorni di detrazione (CU punto 6)
181
Pensione
10.000 € · 1 lug · 31 dic
Giorni di detrazione (CU punto 7)
184
Ritenute IRPEF subite
1.200 € + 1.000 €

Scenario di esempio · importi arrotondati all'euro

I due periodi non si sovrappongono e coprono l'anno esatto: 181 più 184 fa 365. Entrambe le detrazioni spettano quindi per intero sui rispettivi giorni, e nella cascata del calcolo le vedi su due righe distinte, una per la detrazione da lavoro dipendente e una per quella da pensione. Portano lo stesso codice di rigo, RN7, perché in dichiarazione confluiscono nello stesso totale: è il calcolatore a tenerle separate, non il modello.

Prova con i tuoi numeri.

Il calcolatore è già impostato sullo scenario dell'esempio. Metti i tuoi periodi reali: se li fai sovrapporre, vedrai la detrazione da pensione scendere mentre quella da lavoro resta ferma, che è esattamente il meccanismo descritto qui sopra.

§ limiti dichiarati

Cosa il calcolatore non sa da solo.

Se in un anno hai avuto sia stipendio sia pensione, il controllo di capienza del trattamento integrativo viene fatto sulle grandezze complessive e non su quelle ristrette alla sola parte da lavoro dipendente, come prevedono le specifiche tecniche del modello. Nei casi con pensione le due basi non coincidono, quindi su questo punto il risultato è un'approssimazione: è un limite dichiarato, non una dimenticanza.

Fuori perimetro resta anche la compatibilità previdenziale, cioè se la tua pensione consenta di lavorare e in che misura. È una questione di diritto INPS, non di IRPEF: questo calcolatore si occupa solo di quante tasse pagherai sui redditi che hai già percepito.

Da leggere dopo.

§ domande frequenti

Domande frequenti.

Con pensione e lavoro dipendente nello stesso anno, quale detrazione devo scegliere?
Nessuna delle due, per intero: ne prendi una per ciascun giorno. Quella da lavoro dipendente sui giorni in cui hai lavorato, quella da pensione sui giorni di sola pensione. Se i due periodi non si sovrappongono le prendi entrambe, ciascuna in proporzione ai propri giorni. Se si sovrappongono, i giorni in comune valgono una volta sola.
La somma dei giorni delle due Certificazioni Uniche supera 365: è un errore?
No, le due CU sono corrette ciascuna per sé: ogni sostituto certifica i propri giorni senza sapere degli altri. Non è corretta la somma. In dichiarazione i giorni complessivi non possono superare l'anno, e il totale va ridotto togliendo i giorni in comune. Il calcolatore lo fa da solo partendo dai periodi che inserisci.
Il trattamento integrativo spetta anche sulla pensione?
No, la legge lo riserva ai redditi di lavoro dipendente e assimilati: la pensione non ne genera. Chi percepisce solo pensione non ne ha diritto, qualunque sia il suo reddito. Chi in un anno ha avuto anche uno stipendio può averne diritto, ma solo in relazione a quella parte.
La pensione è un reddito da lavoro dipendente?
Ai fini dell'imposta la pensione è assimilata al lavoro dipendente, e per questo finisce nella stessa sezione della dichiarazione. Ma non è la stessa cosa: ha una detrazione propria e resta esclusa da alcuni benefici che la legge lega al lavoro effettivo. È per questa differenza che il calcolatore chiede i due redditi separatamente invece di sommarli.
I due redditi si sommano per calcolare l'IRPEF?
Sì, e questa è la ragione per cui il conguaglio spesso sorprende. Ogni sostituto applica le aliquote solo sulla propria parte: in dichiarazione i due redditi si sommano e una fetta può salire allo scaglione successivo, su cui nessuno dei due aveva trattenuto abbastanza. Il calcolatore mostra la differenza riga per riga.