È la detrazione più grande che un lavoratore dipendente ha, spesso l'unica, e quasi nessuno sa dire a quanto ammonta la propria. Il motivo è che non è un importo fisso: è una formula, e dipende da due cose che cambiano da persona a persona.
§ come funziona
Primo: scende man mano che il reddito sale.
Non a scalini, in modo continuo. L'articolo 13 del TUIR divide i redditi in fasce, e dentro ogni fascia la detrazione decresce con una formula che scorpora una quota al crescere del reddito. Due colleghi che guadagnano mille euro l'uno più dell'altro hanno detrazioni diverse, non uguali. Sopra un certo reddito la detrazione si azzera del tutto.
Qui non troverai la tabella delle fasce: quella la pubblicano l'Agenzia delle Entrate e ogni CAF, aggiornata meglio di quanto potremmo fare noi. Quello che trovi è la formula applicata ai tuoi numeri, con il risultato alla riga RN7 del calcolo, che è la cosa che nessuna tabella ti dice.
Secondo: si riduce in proporzione ai giorni lavorati.
Questa è la parte che sorprende. La detrazione piena spetta a chi ha lavorato tutto l'anno, cioè 365 giorni. Chi ne ha lavorati meno la prende in proporzione: metà anno, metà detrazione. I giorni non sono quelli di calendario del contratto ma quelli che il datore certifica al punto 6 della Certificazione Unica, ed è quel numero che va usato.
La conseguenza pratica: due persone con lo stesso reddito annuo possono avere detrazioni molto diverse, se una lo ha guadagnato in dodici mesi e l'altra in sette. E chi ha lavorato per una parte dell'anno soltanto spesso scopre in dichiarazione di essere a debito, non a credito, proprio per questo.
§ esempio
- Reddito da lavoro dipendente
- 18.000 €
- Periodo di lavoro
- 1 gen · 31 lug
- Giorni di detrazione (CU punto 6)
- 212
- Ritenute IRPEF subite
- 2.400 €
Scenario di esempio · importi arrotondati all'euro
Nessun importo di detrazione è scritto qui sopra, ed è voluto: le fasce dell'articolo 13 cambiano con le leggi di bilancio, e un numero scritto a mano in questa pagina sarebbe sbagliato al primo cambio senza che nessuno se ne accorga. Lo mostra il calcolatore qui sotto, calcolato sulle regole dell'anno in produzione. Prova a portare i giorni a 365 lasciando il reddito invariato: vedrai la riga RN7 cambiare, e con essa il saldo finale.
Prova con i tuoi numeri.
Il calcolatore è già impostato con lo scenario dell'esempio. Sostituisci il tuo imponibile fiscale (punto 1 della CU) e i tuoi giorni (punto 6) per vedere la tua detrazione reale, dentro il calcolo completo: ogni riga porta accanto il rigo del 730 e quello di Redditi PF, così puoi confrontarla con la dichiarazione che hai in mano.
§ i due casi che la fanno scendere
Il reddito che conta non è solo lo stipendio.
La detrazione si misura su una grandezza chiamata reddito di riferimento, che non coincide con l'imponibile IRPEF: ci rientra anche il canone degli affitti tassati in cedolare secca, che l'IRPEF non la paga. È il motivo per cui un affitto in cedolare può farti scendere la detrazione in busta paga pur non aumentando di un euro l'imposta sul canone. Il meccanismo, con i numeri, è in questa guida.
Con più di un datore, nessuno la calcola sul totale.
Ogni sostituto d'imposta applica la detrazione sui giorni e sul reddito che conosce, cioè i propri. Se in un anno ne hai avuti due e nessuno ha conguagliato i redditi dell'altro, la somma delle detrazioni applicate in busta paga è più alta di quella che spetta davvero sul reddito complessivo: la differenza torna indietro come saldo. Il calcolatore la rileva da solo e la mette in evidenza fra le diagnostiche, con l'importo esatto.
E se sei in pensione?
I redditi di pensione hanno una detrazione propria, prevista dal comma 3 dello stesso articolo 13, con fasce e importo minimo diversi da quelli del lavoro dipendente, e non è cumulabile con l'altra. Se nello stesso anno hai avuto sia lavoro sia pensione, il calcolatore assegna i giorni che si sovrappongono alla detrazione più favorevole, come consentono le istruzioni del rigo C5.
Da leggere dopo.
- La cedolare secca riduce le detrazioni da lavoro dipendente?
Il canone che non paga IRPEF ma fa scendere comunque la detrazione.
- Prestazione occasionale e lavoro dipendente: come si sommano le tasse
Perché il conguaglio può sorprendere anche con la ritenuta già trattenuta.
§ domande frequenti
Domande frequenti.
- Quanto spetta di detrazione da lavoro dipendente?
- Non c'è un importo unico: la detrazione parte da un massimo per i redditi bassi e scende man mano che il reddito cresce, fino ad azzerarsi. Il calcolatore qui sopra applica la formula dell'articolo 13 del TUIR ai tuoi numeri e mostra il risultato riga per riga.
- Come si calcola se ho lavorato solo una parte dell'anno?
- Si riproporziona ai giorni. La detrazione piena vale per 365 giorni di lavoro: se ne hai lavorati meno, spetta la quota corrispondente. I giorni da usare sono quelli del punto 6 della Certificazione Unica, non i giorni di calendario del contratto.
- Con due datori di lavoro la detrazione raddoppia?
- No, e spesso è il contrario. Ogni sostituto applica la detrazione sui propri giorni e sul proprio imponibile, senza vedere il totale: in dichiarazione i redditi si sommano, la detrazione si ricalcola sul reddito complessivo e quasi sempre risulta più bassa della somma delle due applicate in busta paga.
- Vale anche per la pensione?
- No, la pensione ha una detrazione propria, prevista dal comma 3 dello stesso articolo 13, con importi e soglie diverse. Le due non sono cumulabili sugli stessi giorni: se hai avuto lavoro e pensione nello stesso anno il calcolatore assegna ogni giorno a una sola delle due.