Sì, sono compatibili: niente nella legge vieta di avere un contratto di lavoro dipendente e, nello stesso anno, uno o più compensi da prestazione occasionale. Il punto da capire è come vengono tassati insieme, perché non sono due conti separati.
Quando il committente è un sostituto d'imposta (un'azienda, non un privato), trattiene sul compenso una ritenuta d'acconto fissa al 20%. È un acconto, non l'imposta finale: in dichiarazione dei redditi il compenso occasionale si somma al reddito da lavoro dipendente, e l'intero totale si tassa con gli scaglioni IRPEF ordinari, alla tua aliquota marginale, non al 20% fisso. Se il lavoro dipendente da solo ti porta già nello scaglione più alto degli scaglioni IRPEF in vigore, la fetta di compenso occasionale che si somma sopra viene tassata a quell'aliquota, non al 20% già trattenuto.
Perché il conguaglio può sorprendere
La differenza fra il 20% trattenuto durante l'anno e l'aliquota marginale reale non sparisce: si accumula, e arriva tutta insieme come saldo: da versare con F24 se presenti Redditi PF, trattenuto in busta paga se presenti il 730. Il calcolatore la segnala in automatico appena rileva il divario, con l'importo esatto: non una stima, il conto fatto sui tuoi numeri.
§ esempio
- Reddito da lavoro dipendente
- 32.000 €
- Compenso occasionale lordo
- 4.000 €
- Ritenuta d'acconto subita (20%)
- 800 €
Scenario di esempio · importi arrotondati all'euro
La ritenuta al 20% è stabile: non dipende dall'anno d'imposta. La tua aliquota marginale reale invece sì, perché dipende dagli scaglioni IRPEF in vigore: nel calcolatore qui sotto la trovi nella diagnostica, calcolata sulle regole dell'anno in produzione, non su un valore scritto a mano che rischierebbe di non essere più giusto a ogni cambio di scaglioni. Con questi numeri le detrazioni assorbono comunque il divario e il saldo complessivo risulta a credito: il meccanismo (20% trattenuto contro aliquota marginale reale) è però lo stesso che, con numeri diversi, genera un saldo a debito. Per questo conviene sempre controllare il calcolo completo, non solo la ritenuta subita.
Prova con i tuoi numeri
Il calcolatore qui sotto è già impostato con lo scenario dell'esempio. Cambia gli importi con i tuoi per vedere il calcolo completo: cascata IRPEF compresa, riga per riga, ed eventuali diagnostiche se il divario fra ritenuta e aliquota marginale ti riguarda davvero.
E i contributi INPS?
Questa pagina parla di IRPEF. Se il totale dei tuoi compensi occasionali nell'anno supera i 5.000 €, scatta anche un contributo INPS separato alla Gestione Separata: un meccanismo diverso, che non dipende dagli scaglioni IRPEF. Ne parlala guida sulla soglia dei 5.000 €.
Come si calcola la detrazione da lavoro dipendente, e perché non è uguale per tutti, è spiegato in questa guida.
§ domande frequenti
Domande frequenti.
- Posso fare prestazioni occasionali se ho già un lavoro dipendente full time?
- Dal punto di vista fiscale sì: i due redditi convivono e si dichiarano insieme. Quello che può vietarlo è il tuo contratto di lavoro, non il fisco: clausole di esclusiva e obblighi di comunicazione al datore variano da contratto a contratto, e per il pubblico impiego le regole sono più strette.
- I due redditi si sommano?
- Sì, in dichiarazione. Il reddito da lavoro dipendente e quello da prestazione occasionale confluiscono nello stesso reddito complessivo e vengono tassati insieme con gli scaglioni IRPEF, non separatamente uno dall'altro.
- La ritenuta d'acconto del 20% basta a coprire le tasse?
- Quasi mai. Il 20% è un anticipo fisso, mentre in dichiarazione quel compenso si somma allo stipendio e viene tassato con la tua aliquota marginale, che dipende dagli scaglioni in vigore. Se la marginale supera il 20%, la differenza esce a conguaglio.
- Come si dichiara la prestazione occasionale con un lavoro dipendente?
- Il compenso, al netto delle spese inerenti documentate, va fra i redditi diversi: quadro D5 del 730 o quadro RL di Redditi PF. La ritenuta subita si indica insieme, così viene scalata da quanto risulta dovuto.