Per la maggior parte di chi affitta un immobile, la cedolare secca conviene. È un'imposta sostitutiva ad aliquota fissa — 21% per il canone libero, 10% per il concordato — mentre l'IRPEF ordinaria applica l'aliquota marginale del tuo scaglione più le addizionali regionale e comunale: già nel primo scaglione IRPEF (23%) l'ordinaria costa di più della cedolare libera, prima ancora di sommare le addizionali.
Ma "quasi sempre" non è "sempre". Due meccanismi vanno tenuti a mente prima di scegliere. Il primo: la cedolare non tocca l'IRPEF, ma il canone entra comunque nel reddito di riferimento ed erode le detrazioni da lavoro dipendente — ne parlala guida precedente. Il secondo, più raro ma più netto, è l'oggetto di questa pagina.
L'eccezione: reddito basso, quasi tutto da affitto
La detrazione da lavoro dipendente, nella fascia più bassa, può azzerare del tutto l'IRPEF lorda generata da un imponibile contenuto — con o senza l'immobile in regime ordinario. La cedolare, invece, non ha alcuna soglia di esenzione equivalente: tassa il canone dal primo euro, a prescindere da quanto sia basso il resto del tuo reddito. Se l'affitto è il tuo unico reddito (o quasi) e resta sotto quella soglia, l'ordinaria può arrivare a zero mentre la cedolare no.
- Canone annuo (unico reddito)
- 3.000 €
- Con cedolare libera (21%)
- 630 €
- Con IRPEF ordinaria
- 0 €
- Vantaggio della cedolare
- −630 € (non conviene)
Numeri calcolati a mano su questo scenario specifico, non generati dal calcolatore qui sotto: `tassespiegate.it` non ha ancora un confronto automatico fianco a fianco fra i due regimi. È un caso limite — reddito quasi interamente da affitto, sotto la soglia di esenzione — non la situazione tipica di chi ha anche un lavoro dipendente.
Come verificarlo con i tuoi numeri
Il calcolatore qui sotto parte con lo stesso esempio della guida precedente: 27.000 € da lavoro dipendente e 5.000 € di canone in cedolare libera. Prova a cambiare il campo "regime" dell'immobile da "Cedolare secca, canone libero" a "IRPEF ordinaria, canone libero" e confronta la cascata: con la cedolare vedrai comparire la riga LC1 (imposta sostitutiva); con l'ordinaria, il canone confluisce invece nell'imponibile IRPEF e nella riga RN7. È il modo più diretto per vedere l'effetto sui tuoi numeri reali, anche se richiede un confronto manuale fra le due esecuzioni invece di un unico numero.
Cosa il calcolatore non fa
Non applica la detrazione per oneri detraibili al 19% (spese sanitarie, istruzione, assicurazioni e simili) in nessuno dei due regimi: è una scelta di prodotto esplicita — la pagina del calcolatorespiega il perché. Su questo fronte, il confronto resta comunque valido: l'assenza riguarda entrambi i regimi allo stesso modo, non sposta il risultato del confronto fra cedolare e ordinaria.